Tortura di Stato

di Thomas Fazi
È evidente che la maggior parte delle persone non ha la minima cognizione della gravità di quanto sta avvenendo. Da domani milioni di giovani dai 12 anni in su verranno di fatto esclusi dalla vita sociale.

Non in mio nome

di Paolo Cacciari
La metafora fuorviante della “guerra al virus” ha dunque prodotto il frutto più avvelenato: l’obbligo dei vaccini. Adesso tutti siamo chiamati a ragionare sul serio su come difendere le minoranze da provvedimenti autoritari.

Covid, l’AD di Pfizer: “Con Omicron protezione vaccinale dura pochi mesi. Possibile che serva la quarta dose prima dei richiami annuali”

Albert Bourla durante una conference call tenuta il 6 gennaio con un analista di Goldman Sachs ha ammesso, come rivelato da Il Tempo, che il gruppo è rimasto spiazzato dall’avvento della variante. Il virus “non se ne andrà, rimarrà anche per un decennio. E’ endemico, ha la capacità di creare varianti per cui, in un modo o nell’altro, continuerà a convivere con il genere umano per i prossimi anni”.

Di nuovo Dad?

di Cattive Ragazze
Quanti dirigenti in questi due anni hanno chiesto spazi alternativi, più grandi, per le attività didattiche? Quanti dirigenti hanno fatto ammenda per avere, negli anni passati, devastato le scuole dividendo le aule pur di avere altri studenti nel loro portafoglio?

Covid: decreti, vaccini, nuovi obblighi

di Terra Nuova
Restrizioni ormai pesantissime, obblighi e impossibilità per milioni di persone di andare al lavoro senza super green pass. È la situazione che si è configurata dopo l’ennesimo decreto del governo. Non mancano le voci critiche: eccone alcune.

Chi ha paura del vaccino?

di Maddalena Loy, giornalista, Elena Dragagna, avvocato, Maria Luisa Iannuzzo, medico legale, Maurizio Rainisio, statistico, Francesca Capelli, sociologa e scrittrice, Remo Bassini, scrittore e giornalista, Thomas Fazi, giornalista e saggista, Gilda Ripamonti, giurista, Marilena Falcone, ingegnere, Maria Sabina Sabatino, storica dell’arte, Luciana Apicella, giornalista, Elena Flati, nutrizionista, Ugo Bardi, chimico, Maurizio Matteoli, pediatra, Clementina Sasso, astrofisica, Sara Gandini, epidemiologa/biostatistica

Coviretto

di Rosso Malpelo
La lotta alla pandemia è stata erroneamente affrontata come una guerra, con la nomina di un generale a capo della struttura commissariale, l’imposizione progressiva di misure restrittive della libertà, il disciplinamento della popolazione tramite lasciapassare, l’obbligo surrettizio ad una vaccinazione generale su cui si è deciso di puntare tutto.

Quando il conflitto di interessi diventa una Bourla

di Comidad
Emergenzialismo, santificazione dell’establishment, conflitto di interessi, “competenza”, sub-umanizzazione del dissenso, configurano un unico schema di relazioni sociali e di potere. In definitiva il titolo di legittimazione di questa presunta tecnocrazia non sta in particolari titoli, ma proprio nel conflitto di interessi, che è diventato garanzia di competenza.

Due anni senza cambiare nulla

di Sara Gandini
L’Italia è stato il primo paese a inaugurare l’epoca dei lockdown nazionali la cui efficacia è stata messa in discussione ampiamente. Ora è il primo paese a imporre l’obbligo vaccinale e il super mega green pass, malgrado percentuali altissime di vaccinati. Cambiano i governi ma il modo di affrontare la pandemia resta autoritario e miope.

Cosa possiamo fare?

di Andrea Zhok
Gli ultimi mesi hanno visto un’accelerazione dei processi di dissoluzione dei paradigmi democratici e dei diritti costituzionali inedita nella storia della Repubblica. Che di questa situazione una parte ampia della popolazione italiana non abbia alcuna contezza va registrato con rammarico, ma non può essere un motivo per rimanere alla finestra.

Uscire dall’angolo

Come si può permettere che donne e uomini subiscano ancora il ricatto che utilizza il lavoro, la possibilità cioè di sostentarsi? E cosa fermerà lo Stato dall’ applicare questa violenza a breve anche nei confronti degli studenti? Per uscire dall’angolo, servono discussioni franche, spazi di incontro, sperimentazione di rotture nella trama quotidiana.

L’ultima crociata del liberismo agonizzante

di Bernardo Severgnini
Come scrive il Washington Post, in Italia è in corso un esperimento sociale che presto, in caso di successo, verrà diffuso altrove. Rappresenterà per l’Occidente la nuova frontiera, forse l’ultima possibile, di questa ideologia chiamata liberismo.